Alcuni consigli per la spesa

La consapevolezza durante l’acquisto dei prodotti alimentari è fondamentale per una sana alimentazione. Buone notizie: non è necessario avere una laurea specifica per effettuare acquisti consapevoli. In questo post, forniamo qualche consiglio per una spesa varia e più salutare.

L’importanza della fonte

alcuni consigli per la spesa: assicurarsi che la fonte delle informazioni sia affidabile

Assicurarsi che la fonte delle informazioni sia affidabile è il primo passo per una corretta informazione in ogni campo. L’alimentazione è un argomento che erroneamente viene spesso trattato con leggerezza, portando avanti argomentazioni prive di dati scientifici, che creano più confusione che altro. Fonti attendibili, e a cui possiamo iscriverci liberamente per avere continuamente aggiornamenti, possono essere per esempio:

In generale, l’importante è non soffermarsi alla prima notizia o ricerca, ma cercare conferme di quanto riportato in altri siti o giornali. Non fermiamoci alla lettura del titolo, soprattutto se questo è di tipo provocatorio o scandalistico, bensì leggiamo l’intero articolo.

La scelta dei prodotti

Cosa facciamo dunque una volta che ci troviamo davanti agli scaffali dei prodotti del supermercato?

alcuni consigli per la spesa: la scelta dei prodotti.

Una prima regola, semplice e velocemente applicabile anche quando si ha poco tempo, è quella di leggere gli ingredienti. Se la lista è lunga e ti viene da pensare “sto perdendo tempo, altro che regola veloce”, questo è il segnale che il prodotto che hai in mano è particolarmente complesso e lavorato, e forse è proprio il caso di posarlo e di trovare qualcosa di più semplice e genuino.

Una seconda regola è quella di non comprare sempre lo stesso articolo della stessa marca. Infatti è importante non introdurre costantemente e ripetutamente lo stesso alimento nella propria dieta, in quanto ognuno possiede una certa quantità di molecole nocive all’organismo. Il consumo esagerato di un particolare alimento potrebbe portare all’accumolo eccessivo e deleterio di una particolare sostanza nel nostro organismo. Insomma, come dice il proverbio, il troppo stroppia. Un esempio estremo per spiegare questo concetto, si può avere pensando all’acqua. Benché l’acqua sia un liquido essenziale per il nostro organismo, il suo eccesso porta inevitabilmente ad una prematura dipartita da questo mondo (studi hanno dimostrato la letalità dell’assunzione di più di 5 litri di acqua in poche ore. Gardner JW., Death by water intoxication., in Mil Med., vol. 167, maggio 2002, pp. 432-434).

Il troppo stroppia, ergo vario.

Di seguito riportiamo due esempi un pò più dettagliati, per ribadire l’importanza della variabilità nella dieta.

alcuni consigli per la spesa: la scelta dei prodotti.

Studi sull’alimentazione delle donne in gravidanza consigliano il consumo di due o tre porzioni di pesce alla settimana per garantire il giusto apporto dell’acido grasso essenziale DHA, importante per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Però, gli stessi studi avvertono di limitare il consumo di pesci di grossa taglia, perché possono contenere quantità elevate di mercurio. Per approfondire consulta: link Ministero della salute; link Commisione Europea (testo in inglese).

I pesci carnivori accumulano il metilmercurio (la forma più comune e tossica di mercurio nella catena alimentare), predando altri pesci anch’essi contaminati. La sostanza si accumula nei tessuti organici dell’animale. Un pesce di grossa taglia ha generalmente avuto una crescita più lunga e di conseguenza ha potenzialmente accumulato più metilmercurio di un’altra specie di taglia più ridotta. Per evitare l’insorgere del problema, si sconsiglia il consumo di pesci predatori ai bambini ed alle donne in gravidanza o in allattamento, mentre si avvisa gli adulti di non consumarne più di una porzione a settimana, possibilmente alternando le specie più a rischio di contaminazione (pesce spada, tonno, squalo, verdesca, smeriglio, palombo, marlin, luccio) con quelle meno a rischio (sardine, sgombri, branzini, orate, sogliole, trote, salmone e molti altri).

Come secondo esempio consideriamo i nitriti e nitrati, utilizzati come conservanti. I nitrati di per sè non sono un problema, ma in particolari condizioni (calore, batteri, lunga conservazione), possono trasformarsi in nitriti (tossici ad altissima dose) e questi a loro volta nelle più pericolose nitrosammine. La vitamina C, presente negli alimenti che contengono naturalmente nitrati, ne limita la trasformazione in nitrosammina. L’addizione di nitrati, indicati in etichetta come E251 ed E252, è momentaneamente l’unica alternativa per evitare la germinazione delle spore del Clostridium botulinum, una grave infezione alimentare. I nitriti invece, sigle E249 ed E250, in ambiente acido (come il nostro stomaco) diventano acido nitroso, che dà origine alle nitrosammine. Inoltre, elevate dosi di nitriti sono tossici, in quanto hanno la capacità di legarsi all’emoglobina riducendo il trasporto di ossigeno nel sangue. Detto questo bisogna però ricordare che, in particolare i nitrati, sono composti chimici naturalmente presenti nel terreno e nelle verdure (in particolare nelle bietole, nel sedano, nelle rape e negli spinaci). Il loro effetto sull’uomo è stato ed è tutt’ora ampiamente studiato, mentre il loro utilizzo è regolato da regolamenti nazionali e comunitari. Bisogna quindi non diffidare a priori di questi additivi, l’importante e limitarne il consumo degli alimenti che li contengono. I trucchi per limitarli/evitarli sono:

  • Variare il consumo di verdura
  • Consumare ortaggi a foglia verde non più di due volte a settimana, preferibilmente d’estate (il livello di nitrati è naturalmente inferiore rispetto all’inverno).
  • Moderare il consumo di prodotti lavorati che li contengono (es. carni in scatola, o salumi)
  • Essendo solubili in acqua, lavare, sbucciare e cuocere le verdure, ed evitare di utilizzare l’acqua di cottura (magari, dopo averla fatta raffreddare, annaffiateci le piante sul balcone).
  • Usare il limone come condimento apporta vitamina C che previene la formazione di nitrosammine.
  • Consumate verdura il più fresca possibile, conservandola poco in frigorifero ed evitando di riscaldare le verdure già cotte o di conservarle in sacchetti di plastica chiusi, poichè la mancanza d’aria favorisce la trasformazione dei nitrati in nitriti.

In poche parole, eccedere è sempre sbagliato, concedersi qualche godurioso pasto non lo è assolutamente.

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