Coltivare lamponi in vaso

In questo post troverai tutte le indicazioni per coltivare in vaso i lamponi ed ottenere deliziosi e bellissimi frutti da gustare lungo tutta l’estate. Se siete interessati ad ampliare la vostra collezione di frutti di bosco, presto arriveranno nuovi articoli su fragole e fragoline di bosco, mirtilli, more (rovo), uva spina, ribes bianco e ribes nero. Iscrivetevi alla neswletter per non perdervi nessun aggiornamento.

Il Lampone che comunemente si trova in Europa è il Rubus idaeus, una pianta della Famiglia delle Rosaceae. In genere i suoi frutti sono rossi, ma si trovano anche lamponi gialli o ambrati. Il lampone è una pianta cespugliosa (da 1m a massimo 3 m) che può produrre bene in zone parzialmente ombreggiate. Esistono varietà che producono una sola volta l’anno (unifere) e varietà rifiorenti (bifere) che sono capaci di produrre fiori due volte l’anno, sia dai tralci dell’anno precedente sia dai polloni (i nuovi tralci). Nelle varietà unifere, i polloni crescono a primavera, lignificano ad agosto diventando i tralci che fioriranno nella primavera successiva. La fioritura avviene tra metà maggio e metà giugno.

Coltivare lamponi in vaso

Argomenti trattati:

  • Clima e terreno
  • Coltivazione in vaso
  • Raccolta
  • Avversità, malattie e insetti dannosi
Clima e terreno

Clima. Il lampone spontaneo si trova tipicamente nelle radure o ai limiti dei boschi del centro e nord Italia, idealmente nelle basse e medie vallate tra i monti, con piogge frequenti e ben distribuite nel tempo, e venti leggeri che evitano lo svilupparsi di malattie fungine. È resistente al freddo (si può coltivare fino a 1500 m s.l.m.) ed il suo fabbisogno di freddo per fruttificare si aggira intorno alle 800-1700 ore a temperature inferiori dei 7°C. Può essere coltivato sia in mezz’ombra che in zone soleggiate.

Terreno. Il lampone non presenta particolari esigenze di terreno, sebbene preferisca i terreni ricchi di sostanza organica, poco calcarei, freschi, capaci di trattenere un buon tasso di umidità e a ph sub acidido (circa 6.5 ph). Conviene evitare i terreni dove in precedenza c’erano altre rosacee (come rovi o fragole) perchè potrebbero essere stanchi o ospitare funghi e parassiti comuni alle specie.

Coltivare lamponi in vaso
Coltivazione in vaso

Trapianto. In generale, è sempre meglio trapiantare le piante durante la fase del riposo vegetativo, tra novembre e marzo, per ridurre gli stress. Se acquistate una pianta in vaso con un buon quantitativo di terra, il trapianto può essere effettuato anche in primavera. Fatevi consigliare direttamente dal vivaio in cui comprate la pianta se sia il caso trapiantarla in un vaso più grande. Se il materiale vegetativo è costituito da polloni radicati, si piantano scavando buche non troppo profonde.

Pacciamatura. Se potete irrigare senza problemi, si può piantare del trifoglio nano all’interno del vaso. Oltre a dare un tocco di verde che richiede una bassa manutenzione, il trifoglio fissa azoto aiutando a migliorare la qualità del terreno del nostro vaso. Se l’acqua invece risulta un fattore limitante, si può utilizzare uno strato di paglia, da rinnovare annualmente. Ricodiamoci che i frutti di bosco sono piante che, come dice il loro nome, si possono trovare facilmente in un sottobosco, circondate da uno strato di foglie cadute dagli alberi soprastanti.

Irrigazione. Irrigare con moderazione in maniera distribuita nel tempo, senza bagnare le foglie, per evitare marciumi radicali o malattie fungine come la Botrite.

Concimazione. Nella stagione produttiva, da primavera a autunno, concimare regolarmente per garantire l’apporto di elementi nutritivi. Se possibile, preferire un fertilizzante organico completo di tutti gli elementi nutritivi.

Propagazione. Durante il riposo vegetativo si posono prelevare dei polloni radicati,che permettono col tempo di estendere la coltivazione di anno in anno.

Potatura. Coltivando il lampone in vaso è utile potare la pianta per migliorarne la produttività e la qualità dei frutti, e soprattutto per renderla disciplinata, ordinata e comoda da gestire anche in piccoli spazi. La potatura cambia a seconda della tipologia della pianta, unifora o rifiorente. Nelle varietà unifore i tralci secchi vanno asportati durante l’inverno e i nuovi vanno diradati, mantenendo i più robusti. Durante la stagione vegetativa si possono eliminare i polloni che crescono in eccesso, per concentrare le energie della pianta lungo i tralci produttivi. Nelle varietà rifiorenti, i tralci dell’anno si cimano dopo la prima produzione autunnale, mentre dopo la seconda produzione (giugno-luglio) dell’anno seguente vengono tagliati alla base. Se non sapete quale sia la varietà della vostra pianta o se volete semplificarvi la vita, trattate la pianta come se fosse una unifora, sfruttando la produzione autunnale sulla sommità dei tralci, e tagliando poi tutto rasoterra per rinnovare la vegetazione. Questa opzione vi garantirà produzioni autunnali abbondanti e anticipate ed eliminerà potenziali inoculi di malattie.

Coltivare lamponi in vaso, torta di lamponi
Raccolta

Raccolta. Ogni pianta può arrivare a produrre circa 1-1.5 kg di frutti, che vanno raccolti con delicatezza in quanto cavi al’interno e facili da schiacciare. La massima produzione si ha tra luglio e agosto. I lamponi durano pochi giorni, quindi è bene consumarli in fretta, o surgelarli o traformali in marmellate, succhi e prodotti da pasticceria.

Coltivare lamponi in vaso
Avversità, malattie e insetti dannosi

PREMESSA. Dando per scontato che non stiate iniziando una vera e propria azienda agricola di coltivazione di lamponi, probabilmente dovremmo prenderci cura di alcune piante in vaso, posizionate in giardino o su dei balconi. In particolare se in casa avete animali domestici o bambini piccoli, è bene stare attenti ai prodotti usati sulle piante e preferire prodotti a basso impatto ambientale, mezzi fisici e trappole che possono aiutarci a gestire le problematiche della pianta e a non crearne di nuove (tipo lo stress derivante dal controllare costantemente che i bambini non vadano a mangiarsi i frutti appena trattati). In generale, la prevenzione è la migliore arma dell’agricoltore, ed è bene sempre informarsi prima di comprare un prodotto a caso da un supermercato, rischiando magari di non risolvere il problema ed inquinare l’acqua, il terreno, la pianta e noi stessi attraverso i frutti che vorremmo consumare. Attenzione anche ai rimedi fai da te. Cito l’esempio della mia fantastica nonna, che ha molti pregi, ma non possiede un grade pollice verde. Una volta, per eliminare un parassita sul basilico, l’ha irrorato copiosamente di aceto. L’insetto è morto, ma pure la pianta.

Avversità. Come molte piante, il lampone teme le gelate invernali e quelle primaverili.

Malattie. Muffa grigia (Botrytis cinerea). Questo fungo si sviluppa principalmente in presenza di un’elevata umidità dell’aria, dalla pioggia e dall’irrigazione scorretta, ovvero quella che bagna anche la chioma della pianta. La muffa grigia ricopre i frutti, facendoli marcire. Per cercare di ridurre i danno si può usare irrorazioni a base di bicarbonato di sodio, o con prodotti come il Bacillus subtilis, che però non è possibile utilizare in coltivazione biologica professionale. Il fungo Phytophtora causa il marciume radicale del lampone, e i manifesta con la comparsa di macchie scure alla base della pianta. É favorito dai istagni idrici e provoca l’avvizzimento. Le piante infette vanno estirpate per non contagiare le vicine, e il terreno non va riutilizzato, in quanto le spore del fungo sopravvivono per molti anni. La Dimella è un altro fungo che attacca le gemme dei polloni, con macchie bruno-violetto che d’inverno diventano grigiastre. Il rame in questo caso può arrestare la diffusione. Invece, macchie bianche indicano la presenza dell’oidio. Irrorazioni a base di bicarbonato di sodio aiutano nel contenere la propagazione, mentre prodotti a base di zolfo sono utili nel trattamento della malattia.

Insetti. Il moscerino dei piccoli frutti (Drosophila suzukii) attacca i frutti immaturi, deponendoci le uova. Esistono Tap Trap rosse , trappole ecologiche ed efficaci che attraggono e intrappolano in massa le drosofile. Come prevenzione, è possibile utilizzare una rete escludi insetto. L’antonomo invece attacca i boccioli, impedendo la sbocciatura. Il piretro o l’azadiractina sono i trattamenti da effettuare per combatterlo. Gli acari Tetranycus urticae e Neotetranychus rubi, detti anche ragnetti rossi attaccano le foglie causando machie decolorate e disseccamenti. Proliferano in situazioni di caldo e siccità con poca ventilazione e in assenza dei loro predatori naturali, i fitoseidi, che spesso vengono uccisi durante l’uso di insetticidi ad ampio spettro. Per prevenire un’infestazione sulle vostre piante in vaso, si possono utilizzare degli estratti di ortica ed aglio. In caso di emergenza in corso si agisce usando un prodotto a base di Beauveria bassiana. Le bacche possono essere attaccate anche dalle cimici. Il piretro naturale o azadiractina hanno un certo effetto sulle ninfe, ma non evitano l infestazioni. Per evitare di dover trattare continuamente, è meglio avvolgere le piante nelle reti escludi insetto dopo l’allegagione dei frutti. Queste reti sono utili anche contro lo scarabeide Popilia japonico. In caso di grossi attacchi di cicaline, che possono causare danni alle foglie (accartocciamenti, rallentamento nella crescita), si usa l’azadiractina come trattamento ecologico. Infine, il caldo umido, la vegetazione rigogliosa e le abbandanti concimazioni favoriscono gli afidi. Per prevenire il problema si consiglia di potare per sfoltire la pianta, dosare bene il concime, e utilizzare macerati di ortica, peperoncino e aglio. Per infestazioni importanti si possono trattare le piante col sapone di Marsiglia diluito.

NB. Utilizzare meno prodotti chimici permette agli insetti utili di vivere sulle vostre piante, predare gli insetti dannosi ed instaurare un equilibrio che permetta alla pianta di prosperare. Per esempio, le coccinelle sono delle ottime alleate nella lotta contro gli afidi. L’importante è riconoscerle in tutte le loro fasi vitali, in modo da non confonderle per qualcos’altro ed eliminare involontariamente queste nostre piccole amiche. Guarda qui sotto la galleria di immagini che mostrano lo sviluppo della coccinella, da larva, a pupa ad adulto.

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