Rifiuti organici, compostaggio e innovazione

rifiuti organici

Un terzo dei rifiuti solidi urbani raccolti giornalmente è formato da rifiuti organici. Il modo migliore per smaltirli è di trasformarli in una sostanza molto utile e apprezzata in agricoltura attraverso il processo di compostaggio. A livello territoriale, i rifiuti organici vengono conferiti tramite la raccolta differenziata a centri che effettuano il compostaggio. Una volta triturati e fermentati aerobicamente, i rifiuti organici diventano dell’ottimo compost. Il compost è una miscela simile a terriccio bruno, soffice, ottenuta mediante un processo di triturazione e fermentazione (compostaggio) di rifiuti organici. Viene usata in agricoltura soprattutto per migliorare le caratteristiche nutritive del terreno, cui apporta preziosa materia organica (humus), flora microbica attiva e microelementi.

Applicando il compostaggio su larga scala si potrebbe risolvere completamente il problema dei rifiuti organici. Per un corretto compostaggio è fondamentale eseguire un’ottima raccolta differenziata, escludendo ogni tipo di rifiuto che impedirebbe il processo di trasformazione. Nei rifiuti organici non vanno smaltiti liquidi, metalli, vetri, porcellane e terrecotte, medicinali, garze e cerotti, assorbenti e pannolini!

Focus: quali sono i rifiuti organici?

I maggiori rifiuti organici sono:
avanzi di cibi crudi e cotti, lische di pesce, ossi, residui di pulizia delle verdure, gusci di crostacei, di frutta secca, d’uovo, pasta, sfarinati, terra, erba/foglie secche/rifiuti di giardinaggio (fiori e piantine recisi in piccole quantità, altrimenti controllare nella sezione riciclo della propria provincia come smaltire gli scarti del verde), residui di legno, stuzzicadenti, sughero (non sintetico), cenere, carbone, fiammiferi, fondi di caffé e di tè, lettiere di cani e gatti (non sintetiche), carta unta, cassette di legno (in piccole quantità, altrimenti rivolgersi al consorzio Rilegno o al più vicino centro di riciclo e raccolta rifiuti), fazzoletti sporchi, ecc.

Il compostaggio fai da te

In alcuni casi è possibile effettuare il compostaggio anche in casa, in giardino o sul balcone. Se si effettua un compostaggio correttamente, si riesce ad ottenere un ottimo terriccio fertile utile per i propri vasi di fiori o per l’orto. È importante seguire le poche e semplici regole per evitare l’insorgere di problematiche durante la fermentazione. In assenza di ossigeno, vengono innescati processi anaerobici, che producono biogas e liquami (percolato), nocivo per il terreno e per le falde acquifere. Questa è la situazione che si instaura nelle discariche convenzionali, dove i rifiuti organici restano attivi per oltre 30 anni.

Le regole del compostaggio domestico in breve

La posizione della compostiera

Se vivete in appartamento, a meno di non voler dedicare un pezzo del vostro balcone al compostaggio, vi consiglio di proseguire la lettura dell’articolo per scoprire un elettrodomestico che permette il compostaggio in casa in sole 48 ore. Se invece avete un orto, un piccolo giardino o un pezzo di prato potete posizionare un composter, ovvero una compostiera spesso di plastica per raccogliere i rifiuti organici durante il processo, o in alternativa scavare una buca nel terreno.

Collocate la compostiera se possibile all’ombra di un albero sempreverde che la proteggerà dalla calura eccessiva e dagli acquazzoni. Preparate il terreno sottostante la compostiera con una zappettatura e un letto di potature sminuzzate per facilitare il drenaggio e lo scambio di microrganismi col terreno.

Come assicurarsi una corretta ossigenazione

Assicurare una costante presenza di ossigeno seguendo alcuni accorgimenti: favorire la porosità della massa compostabile (con legno delle potature sminuzzato, paglia, foglie secche, cartone spezzettato alternati agli scarti di cucina) per agevolare il ricambio d’aria; non comprimere la massa degli scarti; rivoltare il materiale di tanto in tanto.

Ottenete la giusta miscelazione della massa compostabile miscelando gli scarti più umidi e azotati (avanzi di cucina, sfalci d’erba) con quelli a bassa umidità e più carboniosi (foglie secche, paglia, cartone, trucioli).

Umidità, temperatura e tempo

Controllate l’umidità della massa, che deve rimanere umida, non troppo secca nè grondante acqua. Intervenite annaffiando o aggiungendo scarti secchi per regolarla.

Se tutto funziona bene, la temperatura salirà a 60-70°C e innescherà la fase definita di igienizzazione in cui il forte calore elimina i microorganismi dannosi al processo e quelli patogeni.

Il compost è pronto circa 4-6 mesi dopo l’attivazione del processo. Se molto fresco, va usato come il letame e cioè non a contatto con le radici. Dopo 8-10 mesi il compost si definisce maturo e si presenta come un bel terriccio soffice e nero.

Il compostaggio è un processo lungo e generalmente viene eseguito all’aperto, per evitare gli odori sgradevoli derivanti dalla decomposizione dei rifiuti organici.

Pensando a questo problema un team di ingegneri tedeschi ha sviluppato un nuovo prodotto rivoluzionario: KALEA. Kalea è un elettrodomestico per trasformare i rifiuti organici in compost anche all’interno della propria abitazione in sole 48 ore, senza odori e insetti.

RIFIUTI ORGANICI, COMPOSTAGGIO E INNOVAZIONE
KALEA

Il dispositivo è disegnato per gestire un volume settimanale di rifiuti organici tipico di una famiglia di 4 persone (approssimativamente due cicli da dieci litri). È dotato di un trituratore che sminuzza e secca anche le conchiglie e le piccole ossa. Di conseguenza, il volume degli scarti si riduce dell’85%. Quando abbastanza materiale si accumula, KALEA lo passa automaticamente alla camera di compostaggio. Una perfetta combinazione di temperatura, umidità e aerazione sveglia i microorganismi dentro ai rifiuti organici e ne accelera il metabolismo. Ciò porta al compostaggio in sole 48 ore. Il compost può essere conservato fino a due anni.

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